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Straordinari7 min · 28 luglio 2026

Straordinari e bonus non pagati: come provarli e ottenerli

Ore in più mai retribuite, maggiorazioni sparite, premi promessi e mai arrivati. Come ricostruire il lavoro svolto e trasformarlo in un credito esigibile.

Restare mezz'ora in più ogni sera sembra poca cosa. Su un anno diventano oltre cento ore, che con le maggiorazioni valgono qualche migliaio di euro.

Il problema di solito non è il diritto, che è chiaro, ma la prova. Ricostruire quante ore hai davvero lavorato è la parte che decide l'esito della vicenda.

Quando un'ora è straordinario

È lavoro straordinario ogni ora prestata oltre l'orario normale, fissato in via generale in quaranta ore settimanali e spesso ridotto dal contratto collettivo.

Ogni ora straordinaria va pagata con una maggiorazione stabilita dal CCNL, che di norma parte dal 15% e sale per il lavoro notturno, festivo o domenicale. In alcuni contratti puoi scegliere il riposo compensativo, ma la scelta spetta a te e non può essere imposta.

Le ore non autorizzate contano lo stesso

Una difesa frequente del datore è che gli straordinari non erano autorizzati. Non regge quando il lavoro in più era conosciuto e tollerato, cioè quando il datore sapeva e non ha fatto nulla per impedirlo.

Se il carico assegnato era impossibile da smaltire nell'orario ordinario, quel lavoro andava retribuito. La giurisprudenza è costante su questo punto.

Come ricostruire le ore

L'obbligo di tenere il registro delle presenze è del datore. Se non lo produce in giudizio il giudice può valutare quella mancanza a tuo sfavore e in molti casi finisce per dare credito alla ricostruzione del lavoratore quando è coerente e supportata.

Nel frattempo raccogli tutto quello che collega la tua presenza a orari precisi.

  • Timbrature, badge, log di accesso ai gestionali
  • Email e messaggi inviati fuori orario
  • Cronologia degli spostamenti del telefono
  • Chat di gruppo con i turni
  • Un diario personale compilato giorno per giorno
  • Testimonianze di colleghi che facevano gli stessi turni

Bonus e premi: quando diventano un diritto

Un premio previsto dal contratto individuale o dal contratto collettivo è un diritto pieno, esattamente come lo stipendio base.

Anche un bonus nato come liberalità può consolidarsi. Se viene erogato in modo costante, con criteri stabili e per più anni, diventa un uso aziendale e il datore non può eliminarlo unilateralmente.

Sui premi legati a obiettivi conta come sono stati scritti. Se gli obiettivi erano misurabili e li hai raggiunti, il premio va pagato anche se nel frattempo hai lasciato l'azienda, salvo clausole valide e specifiche in senso contrario.

Il forfettizzato non copre tutto

Alcuni contratti prevedono un superminimo o un compenso forfettario a copertura degli straordinari. È legittimo, ma entro un limite.

Se le ore effettivamente lavorate superano in modo evidente quelle coperte dal forfait, la differenza resta dovuta. Un forfait non può trasformarsi in un permesso illimitato di far lavorare senza pagare.

Come possiamo aiutarti

Partiamo dai tuoi cedolini e dal CCNL, ricostruiamo le ore e calcoliamo le maggiorazioni dovute. Ti diciamo subito se la documentazione regge.

Se il caso è sostenibile gli avvocati lo avviano senza chiederti anticipi. La nostra commissione, il 18%, si applica solo sulle somme recuperate.

Domande frequenti

Posso rifiutare gli straordinari?

In generale sì, salvo casi di necessità previsti dal contratto collettivo. Il rifiuto legittimo non può essere sanzionato.

Ho solo il mio diario delle ore, basta?

Da solo è debole, ma combinato con messaggi, testimoni e log di accesso diventa un elemento utile della ricostruzione.

Entro quando devo chiedere gli straordinari arretrati?

Vale il termine di prescrizione di cinque anni, che conviene interrompere con una richiesta scritta appena possibile.

Fonti e riferimenti

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul tuo caso specifico.

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